martedì 16 settembre 2008

NEL CIELO


Stasera proprio lì sotto
la luna, c'è una stella
brillante
una sola
stasera la vedo più del solito.


A.C.

venerdì 12 settembre 2008

NEL CUORE ALESSANDRA


Era una mattina di maggio del 1959, ero nella mia classe, dove frequentavo la quinta elementare, mi avvicinai piena di felicità, ma anche di timidezza alla cattedra e sussurrai alla mia maestra: "Signora maestra stanotte mi è nata una sorellina" Quella sorellina era Alessandra. Alessandra se ne è andata venerdì scorso all'improvviso lasciandoci tutti attoniti e disperati. Era la sorella più piccola una persona semplice, gioiosa e piena di allegria, nonostante la vita non fosse stata generosa con lei. Non aveva marito, non aveva figli, aveva sempre vissuto con i nostri genitori, che l'avevano lasciata presto e adesso viveva con Roberta l'altra sorella. Anche il lavoro non le aveva dato grandi soddisfazioni. Amava però le persone che le erano accanto e bastava poco a renderla felice. Aveva dei talenti propri personali che esprimeva in preziosi lavori manuali. E' con uno di questi che voglio ricordarla. Un quadro a punto croce fatto da lei, che mi aveva regalato poco tempo fa Quando era venuta a trovarmi, quindici giorni fa, lo aveva trovato appeso in bella mostra nel mio soggiorno e ne era rimasta, giustamente, orgogliosa.

Voglio ricordarla con questa sua bella opera.
Ti voglio bene Alessandra, sorellina mia!
Nel mio cuore per sempre!

martedì 9 settembre 2008

La perdita di una sorella

Oggi sono tornata a casa dopo il funerale di mia sorella Alessandra. Una telefonata venerdì mattina e è iniziato un incubo. Vorrei ricordare la mia cara Alessandra con qualche parola, ma lo farò quando sarò meno stanca. per ora riporto quello che ha scritto sul suo blog la mia grande amica Manuela, che mi ha fatto tanto piacere.



Oggi se ne è andata la sorella della mia più grande amica. Alessandra ha concluso la sua vita all’improvviso lasciando tutti sgomenti e pieni di dolore. Era giovane, chissà quante e quali cose avrebbe potuto ancora fare, ma non ne ha avuto il tempo. Voglio ricordarla con un fiore e voglio rassicurare la mia amica perchè non è tutto finito qui, ora Alessandra è in cammino per luogo bellissimo dove potrà realizzare i suoi desideri e dar corpo ai suoi sogni, forse questo mondo non la meritava.


Dedicato ad Alessandra


GRAZIE MANUELA!

domenica 10 agosto 2008

ESSERE ONESTI CON SE STESSI

Quando si parla di onestà si pensa sempre a persone che nella società si comportano bene in accordo con i dettami che il pensare comune porta avanti.E si pensa sempre che l’onestà sia un proprio comportamento verso gli altri. Prima però dell’onestà verso gli altri esiste l’onestà verso se stessi. Ho la sensazione che molte persone pur di portare avanti opinioni e argometazioni correnti tradiscano il prorprio se stesso. Essere onesti verso se stessi, al giorno d’oggi, non è facile, se apparteniamo a un detrminato ambiente o abbiamo una appartenenza politica specifica oppure frquentiamo determinate persone, sarà inevitabile che prima o poi alcune nostre idee su determinati argomenti non coincidano appieno con quelli degli altri e in quel momento sarà difficile esprimere quello che in verità sentiamo o, che più propriamente, cerchiamo di non sentire. Nascondiamo a noi stessi la nostra propria verità per seguire quella tendenza a cui precedentemente avevamo aderito. Ci tradiamo, tradiamo il nostro proprio io, ma questo non viene fatto in modo del tutto cosciente e quello che rimane dentro di noi è un profondo malessere a cui non sappiamo dare spiegazionwe. Essere onesti con se stessi è per me una ricerca continua e faticosa che porta però a uno stato interno armonico e di benessere. Questo ci trasformerà in persone veramente oneste sia con se stessi che con gli altri, cosa a mio parere estremamente rara al giorno d’oggi.

martedì 5 agosto 2008

Uno spaventoso dubbio

In Francia sono stati arrestati due vagabondi squilibrati per l'uccisione del piccolo Valentin di dieci anni. Un omicidio barbaro e senza senso. In un primo tempo gli investigatori avevano pensato all'aggressione di un animale selvatico da quanto il corpicino era straziato. Questo dubbio era nato, all'inizio anche per il piccolo Samuele. Bourg en Brasse dista da Cogne 250 chilometri e ora gli investigatori francesi stanno indagando anche in Italia perchè sembra che i due vaghassero da ben vent'anni tra Francia Belgio e Italia. E se fossero loro gli omicidi del piccolo Samuele?

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_733653468.html

sabato 26 luglio 2008

Invecchiamento della psiche

Mi ha colpito la notizia di un uomo di 103 anni che ha tentato il suicidio gettandosi in Arno. Due poliziotti di passaggio lo hanno visto, si sono gettati nel fiume e lo hanno salvato. L'uomo, un vecchietto lucido, in salute, ha detto con un filo di voce che aveva cercato di morire perchè era stufo di vivere.
Questa frase mi ha fatto venire in mente mio nonno che a novant'anni diceva la stessa cosa, con la sua parlata livornese :" M'è venuto a noia campare" Era un uomo sano e assolutamente in gamba, viveva solo e dimostrava fisicamente vent'anni di meno. Una mattina non rispondeva al telefono, mia mamma corse nella sua casa, era tutto in ordine, sembrava non ci fosse nessuno, ma cercando bene lo trovarono scivolato sotto il letto, morto. Era stato bene sino alla sera prima. Stava bene fisicamente , ma la sua psiche era stanca, la nonna lo aveva lasciato due anni prima e lui sentiva la stanchezza della vita. Era strano per un tipo come lui, che era stato sempre pieno di vita, che amava vivere e non aveva mai avuto nella sua vita momenti di sconforto e che aveva superato tantissime difficoltà. Eppure era stanco di vivere.
Ho fatto quindi una riflessione. Sentiamo dire che in futuro la medicina farà sì che si possa vivere fino a 120 anni e forse più, ma anche ammettendo che questo sia possibile, cosa a cui credo poco, con quali strumenti psichici affronteremo quei venti trenta anni in più? Quel periodo non esiste nella nostra psiche. E quindi non andrebbero creati solo gli strumenti fisici per vivere così tanto, ma anche e, soprattutto, quelli psichici. Altrimenti sarebbe come far vivere un corpo senza mente. Ogni periodo della vita ha bisogno del suo scopo e a quell'età l'unico scopo per vivere sarebbe la paura di morire, ma a quell'età forse anche la paura di morire non c'è più, perchè la morte in quel tempo è fisiologica, sia fisicamente che psichicamente.

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/centenario-suicida/centenario-suicida/centenario-suicida.html

sabato 19 luglio 2008

Vicino al proprio IO ci si sta dimolto bene!

Succede ogni giorno che accadano fatti per cui sia inevitabile prendere un'opinione.
Può essere una sentenza,una scelta politica, una scelta economica, o tante altre cose. La prima cosa da chiedersi è "che ne so io di questo fatto?" Perchè spesso non abbiamo abbastanza informazioni, non conosciamo nei dettagli la situazione, abbiamo appreso superficialmente la cosa. Però un'opinione, in verità, ce la facciamo abbastanza in fretta. Da quel momento in poi siamo dei kamikaze nel difendere quello schieramento. E tutte le nostre energie sono spese per difendere la nostra idea, (ma è veramente nostra?) un'idea che spesso ci siamo fatti in pochissimo tempo analizzando in modo superficiale l'accaduto e purtoppo seguendo uno schieramento ideologico già precostituito. Questo non ci fa star bene! Non possiamo essere divisi in gruppi e appartenere sempre al solito gruppo con le stesse idee del gruppo. Ogni accadimento deve essere ragionato digerito e portato a coscienza, solo così potremo avere un'opinione veramente propria e ci accorgeremo che una volta la nostra opinione sarà simile a quella dei bianchi una volta sarà simile a quella dei verdi una volta a quella dei gialli e una volta non sarà simile proprio a quella di nessuno. Ma sarà la "nostra" opinione basata su un'esperienza propria. Saremo usciti dalla prigione e si aprirà davanti a noi l'orizzonte della libertà.